JEKYLL E HYDE ovvero Io e la Bestia

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Sala Chaplin

Biglietti:
intero € 18, Carta Più Feltrinelli € 15, ridotto € 12, allievi Binario 7 € 10, under 18 € 6

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News Lo spettacolo

Se il male non fosse necessariamente l’irrazionale che abita in noi? Se il male fosse l’errore di tenere a bada il male? Se la nostra faccia sociale fosse la nostra peggiore faccia? Se Hyde fosse la parte migliore di Jekyll? Se la bestia fosse necessaria al padrone più di quanto il padrone sia necessario alla bestia?

Questa è una storia che appartiene a tutti, la storia di un uomo diviso tra la personalità sociale con la quale si identifica nel mondo e la personalità interiore e più oscura. Non siamo mai solo Uno ma almeno Due, se non addirittura una moltitudine. In questo affollamento caotico, in questo continuo conflitto tra forze opposte che abitano in noi trovo l’estrema contemporaneità di questa storia e la sua grande suggestione teatrale.

Mi ha sempre colpito l’abisso tra le azioni efferate di Hyde e l’apparente eleganza sociale di Jekyll. In questa loro distanza e differenza di comportamento, quante sfumature di vite nascondiamo? Quante esistenze si possono affacciare su personalità così distinte? Di cosa si può dire è solo giusto o è solo sbagliato? L’omicidio è sempre un delitto, certo, ma nella Storia quanti delitti sono stati necessari per una rinascita? Quante tonalità di male celiamo in noi, quanti bagliori di luci differenti possiamo emanare, quante note stonate suonano meglio di un accordo?

Chi abbia mai incontrato un qualunque Hyde per la strada non può negare di aver provato una sensazione di disagio, un brivido lungo la schiena, il desiderio di scappare, di trovarsi altrove, lontano dalla vista raccapricciante che il mostro risveglia in noi. E quante volte invece, l’incontro piacevole con un Jekyll ci ha rasserenati, tranquillizzati, risvegliando il piacere della vera amicizia. Ma è poi sempre vero quello che viviamo? Quanto dell’ordine sociale in cui ci siamo educati nasconde poi potenze minacciose, che prima o poi esplodono? Se la bestia che vogliamo nascondere non fosse solo una minaccia? Se fosse la paura, stanca di essere controllata e monitorata, a svelare il meglio di noi? Se l’incontro notturno con il nostro lato oscuro ci mostrasse la grandezza, e quindi l’inafferrabilità, della condizione umana?

Ho sempre avuto un debole per Hyde e ho sempre provato una sorta di tenera indulgenza per Jekyll. Troppo affettato quest’ultimo, troppo ordinario, troppo comodo. Così imprevedibile e così equivoco invece il primo. Un po’ come la doppia natura del teatro, limitato nello spazio corpo, infinito nelle possibilità creative. In questa condizione obbligata da vincoli e limiti può emergere il meglio dell’uomo-mostro-artista. Il processo dell’attore è sempre una discesa verso gli inferi o un’ascesa verso il cielo, quindi una trasformazione, quindi un salto nell’abisso. A ciascuno la misura del proprio orrore e della propria grandezza.
In teatro qualche vittima ci scappa sempre, a volte è l’artista, a volte è la storia, a volte è lo spettatore stesso. In scena ci saranno tre attori che raccontano la vicenda da più punti di vista.

Ci sarà la vicenda apparente del romanzo, ci sarà l’infanzia mai vista di Jekyll, ci saranno figure che si moltiplicheranno negli specchi, ci saranno le nostre ombre, ci sarà l’uomo attore, ci sarà il mostro, ci saranno le pozioni, le droghe, i veleni. Ci sarà la notte, l’oscurità, la musica in lontananza. Ci saranno i ricordi di una vita sbagliata, il coraggio di tentare l’impossibile, i desideri inconfessabili. E mentre la vicenda si snoderà nell’intreccio dei suoi personaggi, risuonerà la domanda che sottende la mia scelta di teatralizzare questo romanzo: e se la Bestia fosse la nostra vocazione? Se la Bestia fosse la nostra risorsa più grande?

Corrado Accordino

Locandina

JEKYLL E HYDE ovvero Io e la Bestia


dal romanzo di
Robert Louis Stevenson

drammaturgia e regia
Corrado Accordino

con
Corrado Accordino
Alessia Vicardi

cast in definizione

produzione
Compagnia Teatro Binario 7

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