sala Chaplin
Durata spettacolo:
60 minuti
Biglietti disponibili online:
intero € 20, ridotto € 15, under 18 € 6
Biglietti disponibili con prenotazione:
possessori di CartaEffe € 17, allievi Binario 7 € 10
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Giugno 1902. Il centro di Milano è attraversato da un corteo di giovanissime apprendiste-sarte che marcia verso la Camera del Lavoro.
Sono le cosiddette “piscinine”, che in dialetto meneghino significa, appunto, “piccoline”. Sono tutte bambine, hanno tra i sei e i tredici anni, lavorano in ambienti insalubri e senza diritti, sfruttate e sottopagate, eppure trovano la forza di scioperare e, per cinque giorni, fermano l’industria della moda della città.
La loro protesta attira attenzione e curiosità, scherno da parte dei giornali e dei padroni, sostegno da parte di intellettuali socialiste e femministe, come Anna Kuliscioff.
A raccontare questa storia dimenticata sono due piccioni, due creature che abitano “le piazze” e che, nelle loro parole, rispecchiano il nostro sguardo contemporaneo, troppo spesso stanco e disilluso davanti alle sfide della storia. Mentre osservano la protesta delle più minuscole operaie, essi creano un carillon filosofico e rarefatto, che lascia spazio alle nostre domande.
Una narrazione arguta e ironica per ricordare una protesta che ha cambiato il corso della storia e della consapevolezza collettiva del lavoro femminile e infantile.
Lo sciopero delle bambine è il nuovo spettacolo di PEM Habitat Teatrali con cui la Compagnia prosegue la sua ricerca di un’arte che sappia declinare contenuti civili e ironia, riportando alla luce una vicenda quasi sconosciuta, sepolta dal tempo, per affrontare il nostro presente e non accontentarci delle briciole.
con
Rita Pelusio
Rossana Mola
regia
Enrico Messina
testi e drammaturgia
Domenico Ferrari
Rita Pelusio
Enrico Messina
cura del suono
Luca De Marinis
luci e musiche
Enrico Messina
scene
Simone Fersino
costumi
Lisa Serio
ricerche d’archivio
Zeno Piovesan
voce off
Carmela Restelli
ricerca movimento
Micaela Speranza
produzione
PEM Habitat Teatrali
Anna Marcato
con il sostegno di Fondazione Trivulzio di Melzo
in collaborazione con Unione femminile nazionale e Archivio del Lavoro
si ringrazia Armamaxa Teatro
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